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LAVORO: MURO (FLI), MONTI NON APPLICHI FORMULA ‘GHE PENSI MI’

(AGENPARL) – Roma, 28 mar – “Sembrava tramontata l’epoca in cui Berlusconi pronunciava sprezzante “ghe pensi mi” intendendo che da solo avrebbe risolto i problemi dell’Italia, invece la dichiarazione con la quale il Presidente Monti ha evidenziato la marginalità dei partiti in merito al dibattito sul lavoro ci appare non alla stregua di una battuta, ma una posizione da contestare totalmente”. Così il capogruppo FLI in Commissione lavoro Luigi Muro. “Non è divaricando la distanza tra i partiti e la società che si affrontano i problemi del paese e un tema così delicato quale la riforma del mercato del lavoro, ma lavorando con pazienza e concretezza alla soluzione delle criticità e mettendo al centro la stipula di un nuovo patto generazionale tra coloro che sono stati investiti dalla riforma delle pensioni e i giovani che devono essere i beneficiari di tali sacrifici”, aggiunge. “Perciò – conclude Muro- e’ necessario affrontare senza tabù tale tema ponendosi due semplici domande: fino a oggi il mercato del lavoro ha funzionato? Ha creato posti di lavoro e opportunità per i giovani? Nelle domande sono già contenute le risposte”.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL SIG.MINISTRO DEGLI INTERNI

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
AL SIG.MINISTRO DEGLI INTERNI PER SAPERE

PREMESSO

che Il Consiglio comunale di Castellammare di Stabia con atto deliberativo del dicembre 2010 ha molto opportunamente deciso di  dedicare l’aula consiliare del detto comune ai Giudici Falcone e Borsellino eroi antimafia e modello per i giovani italiani;

–    che ad oltre un anno dalla deliberazione nulla è avvenuto in merito alla esecuzione del deliberato, neanche la semplice apposizione di una  targa nella  più totale sciatteria amministrativa in un territorio particolarmente sensibile sotto l’aspetto della contiguità di ambienti malavitosi alla vita politica ed amministrativa della città stabiese;

Risoluzione del 28/02/2011

Risoluzione presentata da
Luigi MURO

La XI Commissione,
premesso che :

–    la legge n. 124 del 3 maggio 1999 ha ,tra l’altro,stabilito il trasferimento del personale ATA  ed ITP dal ruolo degli enti locali a quelli dello Stato riconoscendo a tali categorie l’anzianità di servizio maturata presso l’ente di provenienza,ai fini giuridici ed economici;

–    il successivo decreto interministeriale ha preso atto dell’accordo tra ARAN e sindacati che,di fatto,ha reso vano il disposto dell’art. 8 della medesima L. 124/99 prevedendo l’inquadramento dei dipendenti ATA ( personale ausiliario,tecnico ed amministrativo) e ITP( insegnanti tecnico pratici) in una posizione stipendiale pari o immediatamente inferiore al trattamento goduto nell’anno 1999 prevedendo un assegno ad personam al fine di contemperare sia le esigenze dei lavoratori sia le esigenze di aumento di spesa da parte dello Stato;